Poesie 1995/2008
Poesie 1995/2008
Forse con Te
3/10/2004
Forse,
Forse ci siamo persi, acqua nell’acqua,
in un cimitero di ragioni.
Forse mi piaci , tu e i tuoi angeli che ti volano intorno.
Forse non sono i miei occhi e nemmeno le tue poche parole,
ma guardarsi e non dire niente,
guardarsi e danzare di parete in parete,
e correre l’uno nell’altra e dentro e fuori.
Forse fa star male,
Forse amare è lasciarsi andare,
Forse con Te.
Oceano-blue curaçao
15/05/1995
Luna-senape
Un movimento di colore sulla mia pelle
Campi verdi
I lampioni-vecchi dromedari
La strada-un incubo ricorrente
Non vi è anima viva
Neanche un lurido crisantemo
Ci si chiede il luogo,
la maschera
ed il mestiere,
ma mai se siamo felici.
Cornici 18/08/2001
Incontrarti, sederti accanto e respirare
come un camino acceso;
leggere intere pagine nascosto tra i tuoi capelli,
ridendo sui miei pensieri;
aver paura e digiunare,
e poi pensare e pensare…
Sono nel desiderio,
scatola aperta di compleanno,
fiocchi arricciati,
occhi come lanterne,
fiati e lunghe sospensioni.
Solo le mani,
avrei voluto stringerle,
e poi urlare fuori,
come fanno i cani,
e poi dirti ,
e poi non sapere mai.
Il Lago
07/09/2001
Perché hai smesso di suonare?
Non ti manca forse
il canto delle balene in amore?
Mi sembra di vederti:
l’ombra di un sole maturo al tramonto.
Eppure non sei tu,
giochi solo a rimpiattino!
Non tremare,
sei tu la luce delle tue domande,
sei tu l’unico a sparare
fino alle stelle del mattino.
Ripeterti non ti servirà:
E’ mai servita la stessa sabbia
per un castello?
E’ mai servito chiederti
se un bacio fosse meglio di un altro?
Respira, respira,
come fossi neonato,
come fossi il lago
di un luogo incantato.
L'aria fredda degli anziani 16/12/2001
Raccontano gli anziani,
tenendo le mani strette,
di quando si poteva fumare respirando l’aria fredda dei campi.
Raccontano e mentre lo fanno,
sono di nuovo giovani
e i nodi della vecchiaia rivestono
di colore il ricordo.
Alcune immagini sono lente,
perché lento e delicato era il sentire.
Le parole sono come chiuse nel ferro
quando è appena battuto.
Certo non tutti sapevano respirare i loro pensieri,
ma qualcuno mi ha fatto sapere come…
Sono fuori nel mio giardino e vedo la luna mordere la notte
per avere il suo posto di sempre,
e le foglie volare fredde negli angoli bui delle siepi,
sento allora il tempo dei miei antenati nella pelle e
ringrazio di essere ancora fumo
nell’aria gelida della sera.
Patchiuli 30/08/2002
Naso storto sul piatto di patate fumanti,
fuori dalla finestra una terra grigia,
un occhio pieno d’intemperanza segue l’altro
nelle pieghe del pensiero …
Il salice piange, si flette sull’unghia del tavolo,
mia madre vede e sposta la sera sulla credenza e chiude la porta.
Nel barattolo d’incensi ti svelo
e sei nuda, e il sesso è rotto dalla carne ansante,
mi piego come ramo d’acqua sulla tovaglia,
e nei quadri mossi del tuo volto
prego il mio domani.
Lei dice 12/01/2003
Lei dice il suo corpo al cielo,
e tentando, e nuvole spaccando
e la terra si piega
Lei dice il suo corpo, e trema,
e il sole semina luce nei campi
e nella sete di colture, di sassi e materia,
lei è corpo di rabbia e preghiera
Lei dice il suo corpo sedendo,
strappando
e nel seno e nel parto,
e nel ventre nutrito, e nel volo incessante
di corvi e fogliame,
lei ride ed ancora gestante ,
lei tocca e fiorisce figli nei fogli in parole di gioia e ricordi,
ed ancora lei dice il suo corpo ed il cielo
e le stelle, e negli occhi di tempo e mistero,
lei dice la sera.
Vis a Vis
27/02/2003
Viso tumefatto,
ricordi l’umido dei vuoti di labbra?
Ti lasciavi scrivere il bianco sulla fronte,sulle guance
e credevi,stavi nei gesti,
al tempo,alla tempera
grattata forte dall’irride aperta...
Separavi, ricordi?
le croci appese al cielo blu del Dio bianco,
le campane legate alla ginestra
le donne dal viso mesto,
e tu, nel mondo abbozzato dal vento,
tu, vivo nella sete dell’ombra.
Memoria
29/02/2003
Riprendo memoria da un muro arancione
tra finestre quadrate dal sole spazzate
Una gonna fresca spinge,
preme forte:
E’ una fanciulla irrequieta,
che chiede, che vuole!
Nel quarto di luna mi apro
sul rosso pomodoro di marzo spaccato,
sale nel pane, il cuore redime.
Lei vuole e la gonna le cade,
ed io vedo dentro la pelle
gesta nell’oro bagnate,
mani che mi stanno abbracciate.
Questo giorno cresce attraverso onde marine
lasciandomi in ascolto
e trasparente sul mio corpo sottile.
to be continued?